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Casciano... Le sue origini
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Sopra un poggio a cavaliere del Ponte di Macereto e sopra la parte
più elevata del territorio del Vescovado risiede il Borgo di Casciano
consistente in diverse case poste confusamente che non formano né
strade, né piazze, né tampoco vi si vedono mura di castelli, sebbene
qualche volta dagli storici senesi sia stato considerato siccome un
castello. Tutto quanto questo territorio di Casciano fino dai più antichi secoli
formò una parte del feudo della Mensa Arcivescovile di Siena; e forse fu una
di quelle ville donate al Vescovo senese dal Conte Ugolino del Conte Ranuccio
Aldobrandeschi nel 14 Maggio 1151, allorquando si sottopose alla Repubblica
ed al Vescovo medesimo, allora Ranieri Vescovo di Siena (Pecci- Storia del
Vescovado Senese pag.156). Nell’anno 1189 Papa Clemente III lo consegnò a Buono, Vescovo di Siena,
siccome una porzione del fondo che in modo speciale gli apparteneva: Casciano
etiam quod specialiter ad tuam gubernationem et providentiam dominationem
et pertinentiam pertinet (Pecci loc . cit. pag 185).
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Invano ricercherebbesi in questo luogo la Chiesa antica parrocchiale di Casciano;
ma soltanto ritrovasi esservi stato un antico Monastero di monache dell’ordine
di S. Benedetto, quivi venute dalla Parrocchia di S. Regina presso Siena, ove
per secoli vi dimorarono e che di già vi avevano fondato quella loro Chiesa
dedicata ai Ss Giusto e Clemente secondo la più comune opinione, il che più
tardi osserveremo. Se quella porzione di popolo; in quanto ai diritti parrocchiali,
qualche volta avesse riconosciuta questa per sua Chiesa, lo sarà stato perché
il Cappellano dei Monasteri di monache esercitava giurisdizione parrocchiale
su quei pochi fedeli che abitavano intorno al Monastero e nulla più, siccome fu
praticato al tempo delle monache predette a S. Regina prima che si portassero
nel monastero di Casciano...
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Tratto da un antico manoscritto del 1800
dell’archivio parrocchiale di Casciano
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